Aumento di peso: colpa della genetica, del metabolismo lento o delle calorie?

Sovrappeso e obesità, in costante aumento nella società moderna, rientrano tra i maggiori fattori di rischio delle patologie croniche moderne come quelle cardiovascolari, diabete di tipo 2, tumori e patologie neurodegenerative. Quando si parla di aumento di peso sono tanti i fattori che possono influire e, tra quelli più comunemente chiamati in causa, rientrano il fattore genetico, presenza di potenziali intolleranze, metabolismo lento o l’introito energetico giornaliero. PREDISPOSIZIONE GENETICA Spesso molti, alla luce di un aumento di peso, magari avvenuto nel corso degli anni, tendono ad attribuire le colpe ad una specifica predisposizione genetica. La verità, invece, è che se da una par

Acido urico: l'importanza di mantenerne i valori nel range di normalità

L’iperuricemia è caratterizzata da livelli di acido urico ematici al di sopra dei 6.8-7 mg/Dl ed è associata alla precipitazione di cristalli di urato monosodico a livello delle articolazioni con manifestazione della gotta, una dolorosissima forma di artrite infiammatoria molto diffusa nelle società occidentali come la nostra. Inoltre, studi degli ultimi anni, hanno evidenziato come elevati livelli di acido urico nel sangue siano anche associati ad un aumentato rischio cardiovascolare, a prescindere da altri fattori di rischio come ipertensione e diabete di tipo 2. I livelli di acido urico nel sangue dipendono essenzialmente dal bilancio di 3 fattori: Purine alimentari Attività della xantin

Obesità, diabete di tipo 2 e prediabete: i carboidrati alla fine del pasto per un miglior controllo

Parallelamente ai crescenti tassi di sovrappeso e obesità, il prediabete si sta rivelando oggi una vera e propria epidemia del mondo occidentale. Purtroppo questa condizione, dettata da alterati livelli di glicemia a digiuno e di emoglobina glicata, è sempre più diffusa e rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare indipendentemente da una potenziale progressione futura in diabete di tipo 2. Ovviamente tra i fattori di rischio modificabili rientrano abitudini alimentari scorrette ed elevati livelli di sedentarietà. In particolare, oggi si assiste ad un consumo eccessivo di alimenti processati, ricchi di zuccheri, di grassi, nutrizionalmentE poveri, e ad un consumo insufficiente di fr

Daniele Basta Nutrizionista Cosenza

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Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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