L'effetto dei semi di lino nei confronti del carcinoma mammario

December 17, 2015

Il carcinoma mammario è la patologia tumorale più diffusa nelle donne in tutto il mondo e sono tantissimi gli studi che evidenziano come un'alimentazione basata su frutta e verdura abbia un effetto preventivo e terapeutico nei confronti di questa neoplasia. Tra gli alimenti  con i maggiori effetti benefici spiccano quelli ricchi di licopene e di carotenoidi, come zucca, carote, papaya, mango, ma anche quelli contenenti isoflavoni, come la soia e derivati.

 

Tuttavia, una parentesi speciale andrebbe aperta per quanto riguarda i semi di lino. In letteratura scientifica sono presenti davvero tanti studi, anche ben strutturati, che evidenziano la correlazione tra il consumo di questi alimenti e una ridotta crescita tumorale in donne affette da tumore alla mammella. Gli effetti positivi  esplicati da questo alimento sono associati alla presenza di LIGNANI, fitonutrienti che nei semi di lino sono presenti circa 800 volte in più rispetto agli altri alimenti vegetali. In parole molto semplici, i lignani, in maniera simile ai fitoestrogeni della soia, mimano il comportamento dell'ormone estrogenico umano (17-beta-estradiolo), interagendo con il recettore estrogenico (ER) ed esplicando un'azione anti-tumorale. 

 

Alcuni lavori effettuati in vitro in passato hanno evidenziato le capacità da parte dei lignani di ridurre la crescita di cellule neoplastiche mammarie e di prevenirne la migrazione cellulare, processo alla base della metastasi tumorale nell'organismo.

Alla luce di tali evidenze sono stati portati avanti in seguito numerosi clinici e di popolazione, i cui risultati hanno evidenziato una correlazione significativa tra il consumo di lignani e ridotti tassi di mortalità in donne affette da tumore alla mammella e in alcuni è stata anche riscontrata una riduzione significativa dello score c-erb2 , un marcatore associato a maggiore aggressività e aumentato potenziale metastatico tumorale.

 

Tuttavia il consumo di semi di lino, che ribadisco è la migliore fonte vegetale di lignani, è risultata efficace, non solo a fini terapeutici, ma anche nel prevenire patologie tumorali alla mammella:

 

secondo i risultati di uno studio del 2013 pubblicato sulla rivista Cancer Causes and Control, il consumo di questo alimento è stato associato ad una riduzione significativa (circa del 30%) del rischio d'insorgenza di carcinoma mammario.

 

In questo lavoro gli studiosi hanno evidenziato anche che, essendo i semi di lino ricchissimi in lignani, ne occorrerebbero veramente quantità irrisorie da consumare giornalmente per trarne i migliori benefici di prevenzione nei confronti del tumore alla mammella.

 

Un ulteriore meccanismo mediante il quale i semi di lino contribuiscono a combattere il carcinoma mammario è quello legato al potenziale antinfiammatorio e antineoplastico indiretto associato al consumo di questo alimento, che non consiste unicamente nella presenza di acido alfa-linolenico, convertito in omega-3 nell'organismo. 

Durante lo stato tumorale, si assiste alla produzione di numerosissime proteine infiammatorie, delle quali l'interleuchina-1 (IL-1) contribuisce, in maniera maggiore rispetto alle altre, alla crescita e alla progressione tumorale; a tal proposito, è stato visto come il consumo di semi di lino (25 grammi per l'esattezza) sia associato alla produzione di una proteina antagonista che inibisce l'attività pro-cencerogena dell'interleuchina-1, con conseguente inibizione della crescita tumorale nella ghiandola mammaria ...Veramente tutto molto molto interessante!

Dunque, alla luce delle numerose evidenze scientifiche e proprio per queste importantissime proprietà, è importante considerare il consumo regolare di semi di lino nell'ambito di un'alimentazione sana ed equilibrata nelle donne, specie in quelle post-menopausa, proprio al fine di  contribuire a prevenire ed eventualmente a combattere il carcinoma mammario. Tutto ciò non vale per quanto riguarda le donne in gravidanza, in quanto è stato visto che, un consumo eccessivo di semi di lino è associato ad un rischio maggiore di parto prematuro.

 

 

 

In conclusione, sono tanti i modi per introdurre i semi di lino all'interno della propria alimentazione: c'è chi li preferisce nello yogurt, chi li consuma nell'insalata oppure chi li inserisce direttamente nell'impasto di pane o dolci. A voi la scelta che più vi garba, la fantasia è sempre la migliore fonte di ispirazione nelle composizioni nutrizionali. 

Fonti:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17576639

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21900115

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22037685

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22842186

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2883619/

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20463043

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22930784

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22930784

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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Email: nutrizione.danielebasta@gmail.com

 Sito web:www.nutrikalstudio.it

 

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