Infezione da Candida e alimentazione

February 9, 2016

La candidosi rappresenta una delle più comuni infezioni fungine causata, nella maggior parte dei casi, da un fungo saprofita, Candida albicans, presente fisiologicamente in differenti zone dell'organismo  e che diviene patogeno in specifiche condizioni, come un indebolimento del sistema immunitario o l'utilizzo prolungato di alcuni farmaci o antibiotici, scatenando i sintomi tipici quali dolore, prurito, irritazione, arrossamento, bruciore.

 

Esiste una correlazione tra Candidosi e alimentazione?

 

 Come evidenziano numerosi studi in letteratura, una è stata riscontrata una maggiore incidenza di candidosi in donne con elevati livelli glicemici nel sangue, in soggetti affetti da sindrome metabolica o da diabete di tipo 2: in effetti questo fungo, in presenza di elevati livelli di zuccheri, cresce in maniera molto più rapida peggiorando, di conseguenza, la patogenesi dell'infezione. Dunque limitare i picchi glicemici, riducendo l'introito di zuccheri nell'organismo potrebbe rivelarsi una mossa iniziale per combattere questa infezione, sebbene ancora non siano abbastanza rilevanti gli studi clinici effettuati sull'uomo.

 

 

Un composto attivo utile nel combattere le infezioni fungine è rappresentato dall'acido laurico, un acido grasso saturo che è oggetto tuttora di studio proprio per le sue proprietà antibatteriche e antifungine. Una delle migliori fonti di acido laurico è proprio l'olio di cocco, non ancora molto diffuso nella nostra tradizione, ma che, come dimostrano vari studi in vitro, è molto efficace nel combattere le infezioni da Candida. Altre fonti di questo composto sono il tuorlo d'uovo, il burro o il cocco stesso. 

 Come ho scritto in precedenza, le candidosi spesso sopraggiungono in seguito ad un indebolimento del sistema immunitario o all'uso prolungato di antibiotici, che tendono a colpire la flora batterica intestinale. Proprio per questo motivo il consumo di alimenti probiotici, come yogurt, kefir, miso, con fermenti lattici vivi, può contribuire a riequilibrare la condizione intestinale.  Uno studio recentissimo pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Diseases evidenzia come i probiotici possano addirittura aiutare a prevenire le infezioni da candida alle mucose.  Tra le colture batteriche testate negli studi, quelle maggiormente efficaci nei confronti delle candidosi si sono rivelate quelle di Lactobacillus reuteri, che come dimostano i risultati relativi ad un lavoro del 2015, si è rivelato efficace nel ridurre  significativamente i livelli di candidosi orale su pazienti anziani.

 

Uno degli alimenti con maggiori proprietà antifungine, ma anche antimicrobiche, è l'aglio, grazie alla presenza di allicina, il composto che si libera quando l'aglio viene tagliuzzato o masticato. Studi su animali hanno mostrato come l'allicina sia un po' meno efficace del fluconazolo, tipico farmaco antifungino, nel combattere la candidosi. Anche in questo caso, però, sono necessari ulteriori studi sull'uomo per validare l'effettiva efficacia di questo alimento; certo, non guasta aggiungerlo in piccole dosi giornalmente nelle pietanze, anche per usufruire dei suoi ulteriori benefici.

Evidenze scientifiche mostrano anche come la curcuma, la spezia indiana dal tipico colore giallo, sia efficace nel ridurre la crescita della Candida, grazie alla presenza all'interno della curcimina, il principio attivo contenuto all'interno. In un lavoro del 2009, su colture cellulari di cellule epiteliali della mucosa boccale, questo composto si è rivelato addirittura più efficace del fluconazolo nell'inibire l'adesione del fungo alle membrane cellulari. L'aggiunta di questa spezia regolarmente nella propria alimentazione potrebbe apportare i benefici anche su questo fronte. 

Dunque, alla comparsa dei primi sintomi da candida, sicuramente la cosa migliore è recarsi dal proprio medico di famiglia per poter effettuare la terapia migliore; in secondo luogo, è bene tener conto come determinati alimenti quali probiotici, aglio, curcuma e livelli limitati di zuccheri semplici possono contribuire a prevenire e a combattere questo tipo di infezione.

 

Fonti:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16258321

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/4670656/

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17651080

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11600381

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26202995

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23952962

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3091791

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3083063

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21204918

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19038979

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22178679

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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Email: nutrizione.danielebasta@gmail.com

 Sito web:www.nutrikalstudio.it

 

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