La classifica 2016 di frutta e verdura con i più alti livelli di pesticidi


L’Environmental Working Group, l’organizzazione no-profit americana che si occupa di ambiente e salute, ha pubblicato recentemente la Guida del Consumatore 2016, analizzando la presenza di pesticidi in frutta e verdura maggiormente consumate negli Stati Uniti, anche a livello di importazione, stilando una vera e propria classifica al fine di informare e diffondere maggiore consapevolezza tra i consumatori.

Circa tre quarti dei 6953 prodotti testati dal Dipartimento dell’Agricoltura Americano hanno presentato residui di pesticidi che permanevano nonostante il lavaggio e, in molti casi, nonostante l’eliminazione della buccia o della parte esterna (la regione a livello della quale si accumulano le maggiori quantità di pesticidi).

Riporto di seguito i primi 10 prodotti classificati, tra frutta e verdura, contenenti le quantità maggiori di pesticidi:

  1. Fragole

  2. Mele

  3. Nettarine

  4. Pesche

  5. Sedano

  6. Uva

  7. Ciliegie

  8. Spinaci

  9. Pomodori

  10. Peperoni dolci

Trovate la lista completa qui.

Più del 98% dei prodotti nelle prime 4 posizioni è risultato positivo alla presenza di almeno un residuo di pesticidi. In particolare, per quanto riguarda le fragole, nei casi peggiori sono stati riscontrati ben 17 pesticidi contemporaneamente nello stesso campione e, pensate un po’, tra i coltivatori di questi frutti rossi c’è chi utilizza 60 tipologie di pesticidi differenti in varie combinazioni per permettere una crescita perfetta e una forma impeccabile.

Alcuni di questi pesticidi sono innocui, mentre molti altri sono associati all’insorgenza di tumori, a danni allo sviluppo e al sistema riproduttivo, a scompenso ormonale e a problematiche neurologiche.


Tra i peggiori al riguardo vengono citati dall’USDA (Dipartimento dell’Agricoltura Statunitense): il Carbendazim, un fungicida che è in grado di danneggiare potenzialmente il sistema riproduttivo maschile, il cui utilizzo è stato bandito dalla Commissione Europea; il Bifentrin, un insetticida con potenziale rischio cancerogeno per l’uomo; il Malatione, per combattere i pidocchi, considerato un potenziale cancerogeno dall’OMS e al quale sono associati disturbi neurologici.

Quali invece si sono rivelati i prodotti con meno contenuto di pesticidi? Ecco la lista dei primi 10 alimenti risultati più puliti:

  1. Avocado

  2. Mais dolce

  3. Ananas

  4. Cavolo

  5. Piselli dolci congelati

  6. Cipolle

  7. Asparagi

  8. Mango

  9. Papaya

  10. Kiwi

Per la lista completa cliccate qui.

Soltanto l’1% dei campioni di avocado ha riportato la presenza di pesticidi tracciabili, e soltanto nel 5.5% di questi campioni “puliti” è stata rilevata la presenza contemporanea di 2 o più pesticidi.


Questi risultati sono stati riportati per creare una maggiore consapevolezza nei consumatori. Nonostante siano dati appartenenti agli Stati Uniti, sono parzialmente sovrapponibili alla realtà occidentale di molti Paesi Europei tra cui l’Italia.


Nel 2012 secondo Legambiente è stato stimato che circa un terzo della frutta e della verdura che finisce sulle tavole degli italiani presenta tracce di pesticidi e, tra i prodotti più incriminati, spiccano fragole, mele, uva e pere.

Il tutto è stato pubblicato in un rapporto chiamato "Pesticidi nel piatto 2012". Nel più recente rapporto "Stop Pesticidi" del 2014, è emerso invece come la situazione sia peggiorata e addirittura il multiresiduo, ovvero la presenza di più residui chimici in uno stesso campione sia passato dal 17,1% del 2012 al 22,4 del 2014 e, anche in questo caso, i prodotti maggiormente colpiti sono fragole, uva e mele.

Come vedete la situazione sembra abbastanza simile tra Stati Uniti e Italia!


Cosa fare dunque?

In questi casi è preferibile acquistare prodotti biologici o di conosciuta provenienza, modalità di coltivazione e di trasporto se possibile. Evidenze scientifiche mostrano come frutta e verdura biologica non solo possiedano valori minimi di pesticidi potenzialmente dannosi alla salute dell’uomo, ma, in molti casi, presentano maggiori quantità di vitamine e antiossidanti. Tantissimi studi sottolineano come l’esposizione a lungo termine di pesticidi possa rivelarsi potenzialmente dannosa alla salute.

Ricordo, inoltre, come i prodotti biologici, sono ottimi solo quando realmente certificati e nel rispetto delle linee guida internazionali.


E dopotutto non è affatto errato quello che afferma Carlo Petrini, fondatore del movimento Slow Food: "spesso il cibo viene prodotto non per sessere mangiato, bensì venduto: bisogna tornare ad avere un giusto rapporto con il cibo"

Fonti:

Environmental Working Group

USDA - United States Department of Agricolture

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25650532

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21507776

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22476135

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21507777

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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