Ritenzione idrica e alimentazione, qualche consiglio per combatterla e prevenirla


La ritenzione idrica rappresenta quella condizione caratterizzata da un eccesso di liquidi nei tessuti interstiziali, specie a livello di zone di accumulo adiposo come addome, cosce e glutei; è diffusa soprattutto nelle donne, ma può verificarsi anche negli uomini, e molto spesso è una condizione sottovalutata e limitata unicamente ad una problematica estetica, quando invece può essere legata a stati patologici ben più seri, come ipertensione, insufficienza renale, oppure all'utilizzo di determinati farmaci, ma anche ad una scorretta alimentazione, eccessivamente ricca di sodio e di cibi processati e ad una povera attività fisica.

Oggi, grazie alla bioimpedenziometria, si è in grado di valutare la quantità di fluidi e il relativo stato di ritenzione presente nell'organismo in modo da poter intervenire in maniera adeguata.

Dal punto di vista alimentare, sicuramente il sale è il fattore maggiormente responsabile in grado di influire negativamente su questa condizione, in quanto la fonte principale di sodio nella dieta occidentale; quest'ultimo è un minerale fondamentale per la regolazione del bilancio idrico e quantità eccessive aggravano ulteriormente la ritenzione idrica nell'organismo. Inoltre il sale molto spesso è nascosto in numerosi cibi processati e da fast food, come pizzette, patatine, panini, ma anche in formaggi e salumi.


Un consumo eccessivo e regolare di tali alimenti apporta quantità di sodio troppo elevate che influiscono negativamente non solo su questa condizione, ma anche su altri stati patologici dell'organismo come ipertensione e insufficienza renale.

Altra fonte di sodio alimentare di cui spesso si esagera con il consumo è il sodio glutammato, che si riscontra in quantità elevatissime nel dado da cucina ad esempio.

A peggiorare tale condizione contribuiscono anche consumi eccessivi di alimenti zuccherati ed estremamente processati, come bevande zuccherate, merendine dolci, ecc., causa di picchi elevati di insulina che, in questo caso, svolgono un ruolo negativo, causando un maggiore riassorbimento di sodio a livello renale e aumentando i livelli di ritenzione di liquidi nell'organismo.

Un altro fattore alimentare correlato a tale condizione è un potenziale deficit di magnesio ; diversi studi mostrano come quantità insufficienti di questo minerale siano correlate a maggiori livelli di ritenzione idrica.


Addirittura in un lavoro del 98' è stato evidenziato come l'introduzione di 200 mg di magnesio al giorno contribuisca a ridurre la ritenzione idrica in donne con Sindrome Premestruale.


Tra le fonti migliori di magnesio ricordo la frutta secca, come mandorle e noci, il cioccolato fondente e la verdura a foglia.

La Vitamina B6, oltre ad essere importante nella formazione dei globuli rossi, è coinvolta in tante altre reazioni nell'organismo e in alcuni studi viene evidenziato come un apporto maggiore di questa vitamina contribuisca a migliorare la ritenzione idrica in donne con sindrome premestruale.

Un altro fattore alimentare coinvolto in questa condizione fisiopatologica è il potassio, che sembrerebbe contribuire a ridurre la ritenzione idrica in due modi: riducendo i livelli di sodio ematici e incrementando la produzione di urine. Spesso sono in molti che non raggiungono i fabbisogni minimi di questo minerale, che secondo una mentalità comune si pensa sia presente solamente nelle banane, quando invece è riscontrabile in buone quantità anche in altri alimenti come patate, avocado, spinaci, pomodori, zucca, tanto per citarne alcuni.

Evidenze scientifiche mostrano, inoltre, come alcune piante officinali possano contribuire positivamente a ridurre i livelli di ritenzione idrica nell'organismo.


Il Tarassaco, ad esempio, è una pianta che tradizionalmente è sempre stata utilizzata come diuretico naturale; in uno studio del 2009 è stato evidenziato come il consumo di estratti di questa pianta abbia contribuito significativamente a livelli maggiori di produzione di urina in 17 partecipanti volontari.


Altri esempi simili si ritrovano in letteratura con il prezzemolo, l'hibiscus, il finocchio, l'equiseto.

Dunque già correggendo determinate abitudini alimentari errate, potrebbe essere un passo avanti per combattere tale condizione...Ovviamente in tutto ciò è consigliabile sempre bere quantità adeguate di acqua e praticare dell'attività fisica regolare, a lungo andare i risultati si noteranno.

Fonti: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2957126 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6823962 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8306484 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10751219 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9861593 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25276694 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9428447 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19678785 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17686957

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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