Quali sono i frutti con maggiore attività antitumorale? Qualche evidenza scientifica al riguardo


Le evidenze scientifiche riguardo all’effetto benefico della frutta nei confronti della salute sono veramente numerosissime e, secondo le raccomandazioni internazionali, è importante consumarne almeno 2-3 porzioni al giorno. Tra le proprietà nutrizionali di questi alimenti non solo è rilevante la presenza di fibre, ma anche quella di vitamine, di minerali e soprattutto di antiossidanti, ovvero quei composti importantissimi nel combattere l’invecchiamento cellulare e lo stress ossidativo, il meccanismo alla base delle più comuni patologie. Tempo fa scrissi un articolo sul potere anticancerogeno di diversi tipi di verdure e ortaggi, ma cosa potremmo dire riguardo a quello della frutta?


Alla fin fine il proverbio “una mela al giorno toglie il medico di torno” non è del tutto errato. Uno studio del 2000 pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha evidenziato gli effetti degli estratti delle mele rosse (sbucciati o meno) nei confronti della proliferazione di cellule tumorali di carcinoma al colon e di tumore epatico.


I risultati hanno mostrato come l’inibizione della proliferazione fosse dose-dipendente, ovvero ad una quantità maggiore di estratti di mela corrispondeva un maggiore effetto inibitorio sulla crescita delle cellule tumorali e tutto ciò soprattutto per quanto riguarda le mele con la buccia.

Ma non sarebbe interessante valutare questo effetto anche per gli altri frutti?

Bene ci ha pensato uno studio del 2002 pubblicato sulla rivista Journal of Agricultural and Food Chemistry, nel quale, dopo aver analizzato l’attività antiossidante degli estratti di differenti tipologie di frutti, ne è stata valutata l’attività antitumorale su colture cellulari di tumore epatico.


I risultati sono riassunti nel grafico sottostante.


Come controllo è stata utilizzata della semplice acqua ed è stato osservato che le cellule tumorali proliferavano normalmente al 100%, stesso risultato (o molto simile) è stato visto con pere, ananas e arance. Dunque si può tranquillamente affermare che in questo studio questi tre frutti hanno mostrato la minore attività antitumorale...nulla praticamente. Troviamo poi le pesche, i cui estratti sono stati associati ad una riduzione del 10% della proliferazione cellulare, mentre pompelmo e banana ad una del 40%. I numeri cominciano ad essere significativi. Gli estratti di uva, fragole e mele pensate che già a metà della dose massima utilizzata hanno dimezzato la crescita di cellule tumorali; ma i due frutti che hanno mostrato la più elevata attività antitumorale, anche a piccolissime dosi, sono limoni e ancor di più mirtilli rossi.



Nello stesso studio è stata valutata anche la dose necessaria degli estratti degli specifici frutti nel bloccare e inibire la proliferazione di cellule tumorali. Come ho scritto in precedenza ananas, pere e arance sono state escluse in quanto non hanno mostrato alcuna attività, mentre le restanti sono state riportate nel grafico sottostante e mentre le mele sembrano essere più efficaci delle banane e dell’uva, al primo posto troviamo sempre loro: i mirtilli rossi.


Dunque risultati importanti che evidenziano l'importanza della frutta, nonostante si tratti di studi effettuati in vitro, ovvero direttamente su cellule tumorali in laboratorio, e non sovrapponibili a tutto quello che avviene nel nostro organismo, il che necessita di ulteriori studi e approfondimenti,

Fonti:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10879522

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12452674

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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