Pasta? Nelle giuste quantità non fa ingrassare e aiuta a mantenere il peso in salute


Uno degli alimenti più demonizzati nel mondo della perdita di peso "fai da te". Ho notato che non sono affatto poche le persone che, per perdere prima del peso corporeo, eliminano totalmente interi gruppi alimentari privandosi di vari alimenti, tra i quali sicuramente la pasta è quello più eclatante.

Ebbene secondo uno studio recentissimo il consumo di pasta regolare non è associato ad aumento di peso, anzi può contribuire, nelle giuste quantità, anche a mantenere il peso in salute e a ridurre la circonferenza vita.

In questo lavoro orgogliosamente italiano (pensate un po'), condotto dall'Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed di Pozzilli, sono stati analizzati dati su 35.000 soggetti appartenenti a due grandi studi, il Moli-sani e l'INHES (Italian Nutrition & Health Survey).


I risultati, pubblicati sulla rivista Nutrition e Diabetes, hanno evidenziato come, contrariamente alla mentalità comune, il consumo regolare di pasta non sia associato ad aumento di peso, anzi, è stato sottolineato come questo alimento possa contribuire a mantenere un Indice di Massa Corporea in salute e a ridurre la circonferenza vita, soprattutto nelle donne.


In effetti la pasta rappresenta uno degli alimenti simbolo della nostra Dieta Mediterranea e troppo spesso, erroneamente, viene demonizzata come colpevole principale responsabile dei livelli di sovrappeso e di obesità moderni.


I primi alimenti eliminati nelle diete fai da te sono rappresentati proprio dalla pasta e dal pane...tutto il resto, tra digiuni altalenanti e decisioni alimentari anarchiche, rimane spesso invariato. I risultati sono un'apparente perdita di peso nel breve e il successivo riacquisto dei Kg persi nel mese successivo, spesso con gli interessi.


Sicuramente il suo consumo in quantità eccessive, essendo un alimento soprattutto ricco di carboidrati complessi, in assenza di un dispendio energetico adeguato può contribuire ad un potenziale aumento di peso.


Ma in una società caratterizzata dal consumo di cibi processati, bevande zuccherate, dolci, ecc., con livelli di sedentarietà mai raggiunti prima, forse è il caso di chiedersi se realmente sia il caso di colpevolizzare la pasta.

La pasta era alla base dell'alimentazione italiana degli anni 60', quel tipo di alimentazione che, all'epoca, aveva suscitato l'interesse di un certo Ancel Keys e che gli studi successivi hanno associato ad un minor tasso di cardiopatie, di patologie tumorali, di patologie neurodegenerative e di mortalità generale. Sottolineo come la pasta che si consumava all'epoca era prodotta con farine TOTALMENTE integrali, dunque era ricca di fibre, di proteine, di vitamine e di minerali, elementi che purtroppo vengono a mancare quando si utilizzano farine processate e raffinate nella produzione di questo alimento.


Dunque la pasta rappresenta uno degli elementi fondamentali della nostra cultura mediterranea e un suo consumo regolare, cosi come dimostra anche questo lavoro recente, in quantità adeguate e soprattutto con l'utilizzo di farine integrali, può contribuire significativamente a mantenere un peso in salute.

Fonti:

http://www.nature.com/nutd/journal/v6/n7/full/nutd201620a.html

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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