Gli estratti di zenzero contro cellule staminali tumorali di carcinoma mammario: evidenze scientific


Viste le innumerevoli proprietà benefiche nei confronti della salute, negli ultimi anni sono sempre di più e le ricerche che hanno focalizzato la propria attenzione nel valutare gli effetti dello zenzero nei confronti di varie patologie umane. Oltre alle già note proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, ipoglicemizzanti e antinausea, risulta ben documentata in letteratura scientifica anche l’attività antitumorale espletata da questa radice, grazie alla presenza di composti bioattivi all’interno come i gingeroli, gli shogaoli e i paradoli, soprattutto nei confronti di patologie tumorali come tumore al colon-retto, tumore gastrico, quello alle ovaie, carcinoma epatico, tumore alla prostata e non ultimo come carcinoma mammario.


Proprio riguardo a quest’ultimo tipo di tumore, in un lavoro dello scorso anno pubblicato sulla prestigiosa rivista Plos One, è stata evidenziata l’efficacia degli estratti di zenzero nell’inibire la proliferazione e la vitalità di cellule staminali tumorali di carcinoma mammario.


Le cellule staminali tumorali sono quelle in grado di auto-rinnovarsi, di differenziarsi asimmetricamente e di dare origine a intere popolazioni tumorali; sono responsabili della crescita, della progressione tumorale e della metastatizzazione e, spesso, risultano resistenti alla maggior parte dei composti farmacologici utilizzati. In particolare, in questo studio, è stato visto come uno specifico composto estratto dallo zenzero, il 6-shogaolo, sia efficace nell’inibire la proliferazione di cellule staminali di carcinoma mammario, addirittura molto meglio del taxolo, uno dei più noti farmaci antitumorali antimitotici, che nelle stesse condizioni non ha mostrato la stesso effetto positivo.


Tutto ciò è stato visto sia su un monostrato-cellulare, immaginate un grande tappeto di cellule tumorali, e sia su sferoidi di cellule tumorali, ovvero modelli tridimensionali in grado di mimare la proliferazione cellulare in fiaschette di laboratorio. Le concentrazioni testate di questo composto estratto dallo zenzero, inoltre, non hanno scalfito minimamente le cellule sane (gli esperimenti sono stati condotti anche sulle sane ovviamente!), e ciò è di una rilevanza immensa, in quanto dimostra la specificità con la quale lo shogaolo possa esplicare la propria attività antitumorale, senza colpire cellule sane.

Non a caso, nelle conclusioni di questo studio, i ricercatori hanno concluso affermando come il 6-shogaolo rappresenti un agente terapeutico promettente che dovrebbe essere tenuto in considerazione nel trattamento di carcinoma mammario.


Nonostante rappresentino pur sempre dati e risultati di laboratorio veramente incredibili, ancora non ci sono abbastanza prove scientifiche che tali composti possano, dopo essere stati assorbiti, essere veicolati esattamente a livello del sito tumorale d’interesse per espletare la loro potente attività, ma di certo non sarebbe una cattiva idea quella di inserire il consumo di zenzero nella propria alimentazione quotidiana.

Fonti:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4565635/

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3665023/

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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