Dieta alcalina, miracolosa o falso mito?


Tra le varie mode alimentari, è ormai qualche anno che si sente parlare spesso di dieta alcalina, che ha raggiunto tanta popolarità, anche tra molte celebrità, basandosi sul semplice principio di come il cibo possa influire sul pH del nostro organismo, nello specifico sul pH del sangue. Purtroppo, anche questa volta, così come per quanto riguarda la dieta dei gruppi sanguigni, ribadisco l’assenza di evidenze scientifiche su questo tipo di regime alimentare.


Bè innanzitutto c’è da premettere come il pH, ovvero, in parole molto semplici, quel valore su una scala da 0 a 14 che permette di contraddistinguere la basicità e l’acidità di una soluzione, varia a seconda delle regioni del nostro organismo. Ad esempio a livello gastrico il pH è decisamente acido e varia da 2 a 3.5, mentre quello del sangue è lievemente alcalino e varia da 7.35 a 7.45.


Premesso ciò, così come nel caso della famosa dieta dei gruppi sanguigni, anche nel caso della dieta alcalina, non esiste alcuna evidenza scientifica di base. In realtà il cibo che noi introduciamo ha un’influenza minima sul pH del sangue, decisamente non significativa!


Addirittura molti sostenitori di questo regime alimentare affermano come determinati alimenti, soprattutto di origine animale, possano acidificare il sangue, ponendo le basi per l’insorgenza di diverse patologie come tumori oppure 'costringendo' il nostro organismo a utilizzare il calcio delle ossa per neutralizzare questa acidità, da cui ne conseguirebbe l'indebolimento osseo e quindi patologie annesse come osteopenia e osteoporosi. Si sente spesso parlare di dieta alcalina contro i tumori, ma ad oggi non esistono evidenze scientifiche al riguardo.


L’acidità o la potenziale basicità degli alimenti di per sé contano veramente poco, piuttosto ad influire lievemente sul pH ematico possono essere,invece, i metaboliti derivanti dalla digestione degli alimenti. Sottolineo lievemente perché, appunto, il nostro organismo è dotato di sofisticati sistemi in grado di tamponare acidità e basicità eccessiva a livello ematico, meccanismi alla base della cosiddetta omeostasi acido-base.


Pensate che è stato stimato come l’equivalente metabolizzato di circa 8 Kg di limoni possa influire sull’equilibrio acido-base del sangue aumentandone il pH di 0.2 punti. Irrisorio!

Sebbene il cibo non influisca sul pH del sangue, può farlo però su quello delle urine, non a caso il rene è coinvolto enormemente nell’omeostasi acido-base dell’organismo. Provate a mangiare una bella bistecca e noterete come le urine, a causa della presenza di proteine, fosforo e solfuri, saranno lievemente acide qualche ora più tardi. Diverso è il discorso di molta frutta e verdura, ricca di cationi metallici come calcio, potassio e magnesio, in grado di rendere le urine leggermente alcaline. Sicuramente a rimanere stabile sarà il pH del sangue.


Variazioni anche minime del pH del sangue, possono avere conseguenze disastrose sulla salute dell’organismo che vanno aldilà di un semplice alimento introdotto!


Un metodo utilizzato dai ricercatori per stimare il grado di acidità o basicità degli alimenti è l’indice PRAL (Potential Renal Acidic Load), carico di acidità potenziale renale, ovvero la stima delle quantità di composti acidi in grado di raggiungere i reni dopo che l’organismo abbia metabolizzato uno specifico alimento. I cibi ricchi di proteine e solfuri in genere hanno un PRAL positivo, mentre frutta e verdura un valore PRAL negativo.


Acqua e limone, bufala alcalinizzante


Molti sostenitori di questo tipo di dieta acclamano le proprietà miracolose della famosa acqua e limone, la bevanda che alcalinizza l'organismo, in grado di offrire innumerevoli benefici alla salute! Mi spiace deluderli, ma tutto ciò purtroppo non ha nessun impatto sul pH del sangue. Anzi la presenza di acido citrico rende il succo di limone significativamente acido, in grado di promuovere, specie se a digiuno, la secrezione di acido cloridrico a livello gastrico, inducendo potenziale acidità e peggiorando condizioni come reflusso gastroesofageo o ernia iatale. Nonostante però possa avere un’insignificante ruolo nell’alcalinizzare il sangue, questa bevanda è un’ottima fonte di vitamina C, fondamentale non solo per il suo ruolo antiossidante, ma anche nel favorire l’assorbimento di importanti minerali tra cui il ferro.


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Dunque, nonostante non sia scientificamente accreditata, così come altre diete e mode alimentari, la dieta alcalina vede i suoi potenziali benefici associati al consumo ingente di frutta e verdura e a quello minimo o del tutto nullo di cibi processati e industriali. Tuttavia l’acidità o l’alcalinità degli alimenti non influenzano minimamente il pH ematico, sebbene possano farlo su quello delle urine.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19948674

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10923348/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22081694

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23551968

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12716680

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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