Perchè dovresti smetterla di guardare i cooking show televisivi

March 8, 2017

Viviamo nell’era dei cooking show. Basta fare del semplice zapping in tv e  sicuramente in qualsiasi orario del giorno possiamo trovare con facilità una delle tante puntate di Masterchef di turno. Verosimilmente se da una parte, a causa dei ritmi frenetici della vita di oggi, ma anche spesso per della semplice pigrizia, si tende a mangiare fuori casa al ristorante o al fast food della zona, dall’altra c’è la tendenza,  in aumento soprattutto da parte delle donne, a star seduti davanti la tv a guardare gli altri cucinare negli ormai diffusissimi cooking show.

 

Non è sicuramente una novità che la sedentarietà, a partire dal semplice fatto di star seduti più tempo del dovuto sul divano a guardare la tv, rappresenti uno dei maggiori fattori di rischio associati a sovrappeso, obesità e patologie croniche di oggi.  Ma c’è di più …sembrerebbe infatti, secondo varie evidenze scientifiche, come in particolare coloro che guardano maggiormente i coking show in tv tendono ad essere più in sovrappeso rispetto agli altri. 

 

Spesso si rimane incantati davanti a queste trasmissioni nel tentativo magari di imparare qualche nuova ricetta da provare o qualche nuova tecnica culinaria…ma vi siete mai domandati se tutto quello che viene cucinato in questi show televisivi sia salutare?

 

Sarà un semplice caso, ma secondo uno studio condotto dai ricercatori della Cornell University e pubblicato sulla rivista Appetite, coloro che guardano più spesso i cooking show televisivi tendono ad essere in sovrappeso.

 

In particolare, il lavoro è stato condotto su 501 donne con età compresa tra 20 e 35 anni americane e i risultati, prettamente di tipo osservazionali, hanno evidenziato l’associazione tra la tendenza a guardare trasmissioni televisive di questo tipo e la presenza di un indice di massa corporea più elevato.

 

Purtroppo, in queste trasmissioni, come accennavo in precedenza, i piatti cucinati non sono del tutto salutari: basti pensare ai condimenti utilizzati, alle modalità di cottura, spesso effettuate ad elevatissima temperatura,  alla presenza eccessiva di zuccheri semplici e anche alle uniche attenzioni rivolte nei confronti di palatabilità e presentazione dei vari piatti, mettendo totalmente da parte in tutto ciò  gli aspetti salutari e nutrizionali.

 

Il problema si amplia significativamente quando il consumatore riproduce sistematicamente le ricette dei piatti “abbondanti” visti in tv, senza effettivamente conoscerne le proprietà nutrizionali e pagandone in seguito le conseguenze sul proprio peso corporeo…il tutto in maniera decisamente inconsapevole.

 

Tutto ciò è riconducibile ad un fenomeno mediatico denominato social norming, attraverso il quale i telespettatori sono portati a reputare corretti e “normali” atteggiamenti veicolati mediante i media, ma che in realtà tanto normali e corretti non sono.  In questo caso, le ricette e i piatti preparati durante i  cooking show  vengono visti come delle vere e proprie opere d’arte, ma nella maggior parte dei casi, si rivelano privi di valori nutrizionali, a parte l’elevata densità eneregetica.

 

Stessa cosa accade nel pubblicare sui social media immagini di piatti dal bassissimo valore nutrizionale, ricchi di grassi, di zuccheri e che, al contrario di altri, riscuotono molto più successo.  Basta considerare l’hashtag #foodporn su Instagram per notare la sfilza di immagini raffiguranti piatti estremamente processati e con elevatissima densità energetica.

 

Proprio a proposito di Instagram, in uno studio svedese del 2015 condotto sugli account Instagram di 1000 adolescenti scandinavi è stato visto come il 68% delle immagini pubblicate conteneva cibo ipercalorico, povero di nutrienti e ricco di zuccheri, come dolci, gelati, caramelle e bevande zuccherate.

 

Solo il 22% delle immagini conteneva frutta o verdura.

 

Non c'è assolutamente da meravigliarsi di come tutto ciò rispecchi totalmente l'errato approccio all'alimentazione nella società moderna, che si traduce poi negli elevati tassi di obesità, sovrappeso e di patologie croniche correlate....ma ovviamente tutto questo non serve per ottenere un numero sufficiente di like!

 

Tutto questo rappresenta l’ennesimo esempio della società obesogenica di oggi e di come le informazioni errate e fuorvianti, specie in campo nutrizionale,  circolano attraverso i social media con conseguenze negative sulla salute.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25747286

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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Email: nutrizione.danielebasta@gmail.com

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