Eccessive quantità di questo additivo alimentare sono in grado di inibire l'assorbimento intestinale di nutrienti

March 16, 2017

 Nei supermercati moderni è sempre più difficile trovare prodotti alimentari privi di conservanti o additivi. Spesso questi composti vengono aggiunti, nei limiti consentiti dalle normative europee, al fine di migliorare la palatabilità e la consistenza del prodotto finale e per allungarne i tempi di conservazione.

 

A tal proposito, sono tanti gli studi che da anni focalizzano le propria attenzione nel valutare il reale impatto sulla salute associato al consumo di composti del genere.

Ad esempio, il biossido di titanio, è un composto che, oltre ad essere utilizzato come pigmento bianco nelle vernici, viene addizionato in alimenti di vario tipo, dalle semplici gomme da masticare fino ai prodotti da forno più elaborati (si riscontra tra gli ingredienti con la sigla E171). 

 

Nonostante piccole concentrazioni di questo composto siano ritenute sicure dalla FDA, uno studio condotto recentemente dalla Bingham University di New York e pubblicato sulla rivista Nanoimpact, ha evidenziato i potenziali effetti negativi nei confronti della salute associati ad un’esposizione continua  a questo composto. Lo studio è stato effettuato su colture cellulari di intestino tenue, che sono state esposte in maniera cronica a piccole concentrazioni di questo composto.

 

I risultati hanno evidenziato maggiori livelli di infiammazione, una minore funzionalità enzimatica intestinale  e soprattutto una ridotta capacità da parte dei microvilli intestinali di assorbire importanti minerali come ferro e zinco e nutrienti come acidi grassi.

 

Si tratta di effetti negativi che potrebbero generare pericolosi deficit di micronutrienti con conseguenze dannose sulla salute dell’organismo.

Già studi in passato avevano evidenziato come le nanoparticelle di biossido di titanio fossero in grado di inibire la funzione dei microvilli intestinali e questo lavoro ne rappresenta un’ulteriore conferma.

 

E pensare che, in fondo, non sarebbe cosi difficile andare incontro ad un’esposizione giornaliera continua a questo composto: basti pensare al consumo ingente nella nostra società di gomme da masticare, di caramelle, di alimenti processati, creme spalmabili, ecc., prodotti tutti caratterizzati dalla presenza di questo additivo.  Pensate che il biossido di titanio viene addizionato anche a molti dentifrici per migliorarne l'impatto abrasivo. 

 

In questi casi, il consiglio migliore, come sempre è quello di limitare il consumo di alimenti processati e di prodotti contenenti questo additivo, in modo da ridurne il più possibile l’esposizione.

Fonti: 

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2452074816301185

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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