Curcuma, mele, uva rossa: l'azione sinergica di composti bioattivi contro il carcinoma prostatic


Secondo la World Health Organization un terzo di tutte le morti causate da tumori possono essere prevenute attraverso un maggiore consumo di composti naturali bioattivi, o meglio, fitonutrienti in grado di inibire la proliferazione di cellule tumorali e di promuoverne l’apoptosi, ovvero la cosiddetta morte cellulare programmata. E dire che siamo circondati da composti bioattivi….basti pensare alle catechine del tè verde, al licopene contenuto nel pomodoro, al resveratrolo presente nell’uva rossa o al gingerolo dello zenzero….sono tutti fitonutrienti in grado di esplicare attività antiossidante, antinfiammatoria e anche antitumorale, come dimostrano varie evidenze scientifiche.


In un recente studio condotto dai ricercatori della University of Texas è stata valutata in vitro e in vivo l’attività antitumorale di 142 composti bioattivi nei confronti del tumore alla prostata. Quelli che si sono rivelati sorprendentemente più efficaci in vitro sono stati:

  • Curcumina, il pigmento giallo contenuto nella curcuma

  • Acido ursolico, composto ceroso contenuto in grandi quantità nella buccia delle mele

  • Resveratrolo, il noto composto antiossidante contenuto nell’uva rossa e nei mirtilli


Questi composti, sia da soli che in combinazione fra loro, sono stati poi testati su modelli animali ed è stato analizzato il cosiddetto metaboloma, ovvero tutto l’insieme delle molecole e delle vie del segnale cellulare, nel contesto tumorale, caratterizzato da alterazioni metaboliche che promuovono la proliferazione neoplastica e la crescita tumorale.



I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Precision Oncology e hanno evidenziato come nonostante questi 3 composti somministrati da soli abbiano favorito una modesta riduzione, seppur statisticamente non rilevante, della massa e del volume tumorale, le diverse combinazioni di questi composti si siano rivelate significativamente molto efficaci; in particolare la combinazione curcumina + acido ursolico è risultata essere quella maggiormente efficace nell’inibire la crescita tumorale.



Ad emergere dunque non è stata l’attività di un singolo composto, bensì l’azione sinergica di più composti nel ridurre massa e volume tumorale. Dall’analisi del metaboloma, invece, è stato riscontrato come l’introduzione sinergica di questi composti bioattivi sia in grado di ridurre l’utilizzo di glutammina da parte delle cellule di tumore prostatico mediante un’inibizione del suo trasportatore cellulare. La glutamina, come dimostrano studi degli ultimi anni, è un amminoacido che promuove la crescita e la trasformazione tumorale (il tutto attraverso l’attivazione del signalling di STAT3). La presenza sinergica di acido ursolico+curcumina ha inibito l’uptake di glutamina, bloccando la crescita tumorale.




Dunque, nonostante si tratta di uno studio condotto su cellule di laboratorio e su modelli animali, quindi necessariamente da essere approfondito ulteriormente a livello clinico sull’uomo, sono comunque risultati importantissimi che evidenziano il potere antitumorale dettato dall’attività sinergica di composti bioattivi come curcumina, resveratrolo e acido ursolico, facilmente reperibili in alimenti di origine vegetale, come curcuma, uva rossa, mirtilli o della semplicissima buccia di mela, che spesso viene scartata (e anche giustamente) da molti per la potenziale presenza di pesticidi, ma che potrebbe essere consumata nell’ambito di una sicura coltivazione biologica e locale.

Fonti:

https://www.nature.com/articles/s41698-017-0024-z

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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