Perché è sbagliato rinunciare alla pizza

July 1, 2017

È un luogo abbastanza comune quello di considerare la pizza, vero e proprio simbolo di italianità ,  uno di quegli alimenti processati da evitare assolutamente soprattutto nell’ottica di un potenziale dimagrimento o nel mantenimento di un peso in salute. 

In tutto ciò, la stragrande maggioranza del popolo italiano non fa altro che aspettare il weekend per gustare in compagnia questa prelibatezza che tutto il mondo ci invidia e alla quale molti rinunciano con molta tristezza, anche per lunghissimi periodi,  terrorizzati che possa influire negativamente sul proprio peso.

 

Ma è realmente giusto rinunciare alla pizza?

 

Questo alimento, nel contesto di una sana alimentazione,  se consumato regolarmente e con moderazione è in grado di apportare importanti valori nutrizionali con effetti positivi sulla salute dell’organismo.

 

C’è comunque da premettere come l’industrializzazione e l’elevato grado di globalizzazione della nostra società abbiano influito negativamente anche sul grado di processazione della pizza rispetto a quella di un tempo e non c’è affatto da stupirsi se spesso nei fast-food o anche nelle grandi catene commerciali questo alimento si presenta con un elevatissimo contenuto di sale, zuccheri e di grassi saturi, rivelandosi tutt’altro che “salutare”. Tuttavia fortunatamente è possibile fare la pizza in casa, con un po’ di pazienza in più, o potersi recare dal pizzaiolo di fiducia del quale conoscete la freschezza degli alimenti e la genuinità del prodotto finale.

 

Detto ciò, la pizza nasconde delle proprietà nutrizionali che potrebbero rivelarsi molto importanti per la salute, a partire dalla salsa di pomodoro.

 

La salsa di pomodoro è una fonte eccezionale di licopene, un fenomenale antiossidante il cui consumo, come dimostrano varie evidenze scientifiche, è associato ad un minor rischio di vari tipi di tumori,  tra cui carcinoma mammario e carcinoma prostatico, e di patologie cardiovascolari.  È stato visto come un’alimentazione ricca di salsa di pomodoro possa contribuire a migliorare il profilo lipidico, aumentando la quota di lipoproteine HDL (colesterolo buono) e riducendo quella di LDL (colesterolo cattivo).  La pizza è un’ottima fonte di licopene, che grazie alla sua caratteristica liposolubilità e grazie alla presenza di olio extravergine d’oliva, aumenta la propria biodisponibilità ed è assorbito con molta più facilità a livello intestinale. Prendere una pizza senza salsa significa rinunciare a questo immenso fattore nutrizionale.

 

L’impasto è anche molto importante e può contribuire a migliorare o a peggiorare, purtroppo, la qualità nutrizionale della pizza. Sconsiglio l’utilizzo di farine estremamente processate, come la convenzionale “00”; è molto meglio utilizzare farine integrali biologiche e poco processate, in grado di apportare non solo fibre, ma anche importanti micronutrienti come magnesio, zinco, vitamine del gruppo b e antiossidanti. La maggiore presenza di fibre è importante nel migliorare l’impatto glicemico, nel migliorare il profilo lipidico e, fattore da non sottovalutare, nell’apportare un maggiore senso di sazietà.

 

Grazie alla presenza di mozzarella, la pizza potrebbe rivelarsi un’ottima fonte di calcio e di proteine di elevato valore biologico. Nel contempo però, questo particolare formaggio è in grado di apportare grassi saturi e di far lievitare il costo calorico del prodotto finale. Il mio consiglio è quello di non rinunciare alla mozzarella, ma di utilizzarne “il giusto”, senza eccederne nelle quantità.

 

Gli ingredienti che utilizzi sono fondamentali! 

 

Gli ingredienti sulla pizza possono a loro volta migliorare o peggiorare la qualità nutrizionale del prodotto finale. Ad esempio l’aggiunta di verdura fresca o di ortaggi, oltre al pomodoro di base, può migliorare moltissimo il profilo antiossidante, aumentando nel contempo la presenza di fibre, minerali e vitamine. Al contrario sconsiglio l’aggiunta di carne processata: nonostante possa avere un buon contenuto proteico, fattore che riscontriamo già nella mozzarella, peggiorerebbe d’altra parte il profilo lipidico e andrebbe a gravare sulle calorie totali della pizza finale. Se siete alla ricerca di un’opzione “light” della pizza sarebbe meglio non introdurre la carne processata in combinazione alla mozzarella o eventuali altri tipi di formaggi.

 

Dunque la pizza può essere benissimo consumata nel contesto di una sana alimentazione apportando benefici alla salute e, non a caso, sono presenti in letteratura diversi studi,  per la maggior parte italiani, che evidenziano tutto questo.

 

Ad esempio in un lavoro del 2004 pubblicato sulla rivista European Journal of Clinical Nutrition condotto sulle abitudini alimentari di oltre 900 soggetti è stato visto come coloro che consumavano pizza occasionalmente (circa 1-3 volte al mese) o regolarmente (almeno 1 volta a settimana) presentavano un minor rischio di infarto al miocardio.

 

In tutto ciò è stato ipotizzato come nella pizza possano essere presenti fattori nutrizionali in grado di espletare effetti cardioprotettivi, proprio come il pomodoro o l’olio extravergine d’oliva.

 

In un altro lavoro italiano del 2003 pubblicato sulla rivista International Journal of Cancer e condotto su 8000 soggetti invece è stato visto come il consumo di pizza fosse associato ad una minor incidenza di vari tipi di tumore, tra cui il carcinoma al colon. Anche in questo caso è stato sottolineato il potenziale ruolo protettivo associato al consumo di licopene e di olio extravergine d’oliva.

 

In conclusione, potremmo benissimo affermare che nell’ambito di una sana alimentazione, di un corretto stile di vita, praticando dunque anche una regolare attività fisica, è sbagliato rinunciare COMPLETAMENTE ad un alimento come la pizza! Tuttavia, è sempre bene tenere gli occhi aperti sulle versioni mega-processate e purtroppo molto diffuse delle pizze in commercio, che a causa dell’elevato contenuto di sale, di zuccheri e a causa dell’utilizzo di farine estremamente raffinate, possono essere considerate tutt’altro che salutari, e sono in grado nel tempo di promuovere un inconsapevole aumento di peso.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15138460

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12949808

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10050865

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12424325

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

© 2017 by Dott. Daniele Basta 

Email: nutrizione.danielebasta@gmail.com

 Sito web:www.nutrikalstudio.it

 

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