Cocktail alcolico sulla spiaggia sotto il sole? Forse è meglio di no


Siamo in piena estate, con tanto sole e direi anche abbastanza caldo sulle nostre spiagge. Il miglior modo per combattere le alte temperature è attraverso frutta, verdura o semplicemente dell’acqua, che spesso, erroneamente, viene sostituita con bevande zuccherate, succhi di frutta o bevande alcoliche. È abbastanza diffuso, soprattutto tra i giovani, consumare cocktail o bevande alcoliche di ogni tipo sulla spiaggia, con il caldo e sotto il sole….una scelta non proprio ottimale. In effetti, come dimostrano vari lavori, il consumo di bevande alcoliche potrebbe rivelarsi deleterio in situazioni del genere, non solo aggravando una potenziale disidratazione, ma nel contempo aumentando il rischio di fastidiose scottature.


In uno studio condotto su circa 300.000 soggetti adulti americani e pubblicato nel 2006 sulla rivista Journal of the American Academy of Dermatology è stato visto come un consumo elevato di bevande alcoliche sia associato ad maggiori rischi di scottature da esposizione solare.


E non è un caso che molti studi epidemiologici hanno rilevato come il melanoma presenti un’incidenza maggiore fra i bevitori rispetto ai non-bevitori.


Il consumo di bevande alcoliche sulla spiaggia rende l’organismo molto più vulnerabile al danno UV da esposizione solare.


In particolare, è stato visto come l’acetaldeide, un metabolita del dell’etanolo, sia in grado di generare un’ingente danno ossidativo tale da depauperare le riserve antiossidanti dell’organismo esposto ai raggi UV del sole. L’acetaldeide è un composto altamente reattivo che può legarsi a proteine e DNA formando veri e propri complessi in grado di permanere in circolo anche per giorni prima che l’organismo riesca a smaltirli, provocando un ingente danno ossidativo….soprattutto durante un’esposizione solare.


Dunque non è sicuramente un’ottima idea quella di bere della vodka secca sotto il sole. Ma se proprio ogni tanto capita l’occasione di bere un cocktail alcolico e siamo in spiaggia, sarebbe il caso di rafforzare ed aumentare i livelli di antiossidanti nell’organismo.


In tutto ciò è fondamentale seguire un’alimentazione sana ricca di frutta e verdura, ottime fonti di importanti antiossidanti come carotenoidi e licopene in grado di offrire un’importante dermo-protezione. Un esempio è proprio la passata di pomodoro, una delle migliori fonti di licopene.

In uno studio pubblicato nell'ormai lontano 2001 sulla rivista Journal of Nutrition, è stato evidenziato come il consumo giornaliero per 10 settimane di 40 g di concentrato di pomodoro, contenenti circa 16 mg di licopene, e di olio d'oliva sia correlato al 40% di rischio in meno di sviluppare un eritema da eccessiva esposizione ai raggi solari.


Ma se proprio non c’è stata possibilità di consumare regolarmente del pomodoro o quantità sufficienti di frutta e verdura e si vuole limitare l’effetto dannoso associato al consumo di una bevanda alcolica sotto il sole, basterebbe aggiungere semplicemente una manciata di vitamina C e di antiossidanti, come quelli contenuti in un bicchiere di succo d’arancia.


Questo è stato testato in uno studio pubblicato nel 2012 sulla rivista Skin Pharmacology and Physiology, dove è stato valutato l’effetto del consumo di una bevanda alcolica semplice e di una con aggiunta di succo d’arancia sulla concentrazione di carotenoidi della pelle.


I risultati hanno evidenziato come basterebbe un semplice superalcolico per ridurre in soli 8 minuti i livelli di carotenoidi della pelle, aumentando di conseguenza la velocità di scottature da esposizione. Ma consumando la stessa quantità di alcol con del succo di arancia, il danno ossidativo risulta dimezzato, sebbene sempre presente rispetto ai valori iniziali (vedi immagine sottostante).


Dunque il suggerimento migliore è quello di limitare al massimo il consumo di bevande alcoliche sotto il sole, ma se proprio dovesse capitare è bene avere con sé una buona scorta di antiossidanti. Tutto ciò non prescinde assolutamente dall’utilizzo di creme protettive che rimangono al primo posto nell’ambito di protezione della pelle durante l’esposizione solare.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17010736

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19778305

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3613501/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23147451

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23053552

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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