Ecco perché le adolescenti dovrebbero prestare più attenzione al consumo di bevande zuccherate


Il consumo eccessivo e regolare di bevande zuccherate, incrementato notevolmente nell’ultimo ventennio, come dimostrano varie evidenze scientifiche, è uno dei maggiori responsabili degli elevatissimi tassi di sovrappeso, obesità e delle più comuni patologie croniche moderne della società occidentale, come cardiopatie, ipertensione e diabete di tipo 2. Queste bevande, come succhi di frutta, bevande dolci gassate, energy drink, sport drink, sono caratterizzate da quantità esorbitanti di zuccheri aggiunti e si presentano poveri di fibre e di micronutrienti.


Nella nostra società, durante i pasti della giornata, hanno la cattiva abitudine di sostituire completamente l’acqua con questa tipologie di bevande, introducendo in tal modo quantità elevatissime di zuccheri aggiunti, in grado di influire negativamente non solo sulla bilancia, ma sulla salute intera dell’organismo.

Secondo un studio pubblicato sulla rivista Circulation un po’ di tempo fa, il consumo regolare di queste bevande ricche di zuccheri aggiunti è strettamente correlato all'aumento del grasso viscerale nell'organismo che, quando presente in eccessive quantità, si trasforma in un vero e proprio organo pro-infiammatorio, interferendo con i meccanismi metabolici e aumentando il rischio di sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e cardiopatie. Il tutto è ancor più importante quando si parla di bambini e adolescenti.


Pensate che poco tempo fa In un nuovo documento stilato dall’American Academy of Pediatrics e pubblicato sulla rivista Pediatrics è sottolineato come i genitori dovrebbero evitare di far consumare succhi di frutta a bambini con meno di 1 anno, in quanto non apporterebbero alcun beneficio nutrizionale ed, essendo eccessivamente ricchi di zuccheri, potrebbero danneggiare la salute.

A prestare una particolare al consumo eccessivo e regolare di bevande zuccherate, proprio come i succhi di frutta, dovrebbero essere bambine e adolescenti.


In uno studio pubblicato nel 2015 sulla rivista Human Reproduction e condotto dai ricercatori di Harvard è emerso come le adolescenti che bevono regolarmente bevande dolci tendono ad avere la prima mestruazione, ovvero il menarca, più precocemente rispetto alle altre.


Il lavoro è stato condotto sulle abitudini alimentari di 5583 adolescenti di età compresa tra i 9 e i 14 anni durante un periodo di 5 anni e, in particolare, è stato visto come coloro che consumavano poco più di una bevanda zuccherata al giorno, presentavano il menarca 2.7 mesi prima rispetto a coloro che consumavano queste bevande sporadicamente, indipendentemente dall’altezza, dall’indice di massa corporea e da altri fattori come consumo calorico giornaliero o attività fisica.


Il tutto è particolarmente importante e allarmante in quanto studi in passato hanno evidenziato come un menarca in anticipo di un anno sia associato al 5% in più del rischio di carcinoma mammario in futuro.


Tra le ipotesi potenziali alla base di tale associazione è emerso il ruolo negativo condotto dalle quantità elevatissime di zucchero introdotte attraverso il consumo di queste bevande, causa di elevati picchi insulinici che, a loro volta, sono in grado di influire negativamente sui livelli ormonali circolanti che, se mantenuti elevati nel periodo puberale, possono promuovere più facilmente la comparsa di un menarca precoce.


Dunque rimane una priorità assoluta limitare il consumo di bevande zuccherate non solo al fine di tamponare la sempre più diffusa obesità infantile, ma anche, nelle adolescenti, nell’ottica di prevenzione di carcinoma mammario…ne gioverà sicuramente la salute e si avranno benefici anche da un punto di vista comportamentale; infatti, proprio riguardo a quest’ultimo aspetto, curiosamente in uno studio del 2011 e in uno del 2014, è stato visto come i bambini e gli adolescenti che consumano più bevande zuccherate tendono ad avere comportamento più aggressivo e violento rispetto a coloro che ne consumano di meno. Alla base di tale associazione è stato ipotizzato l’effetto negativo di caffeina (presente nella bevanda zuccherata più famosa del mondo) e di quello relativo agli zuccheri presenti in queste bevande.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23829470

http://injuryprevention.bmj.com/content/early/2011/10/14/injuryprev-2011-040117

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25628346

http://circ.ahajournals.org/content/early/2016/01/06/CIRCULATIONAHA.115.018704

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2650084/

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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