Colesterolo alto? Ecco gli effetti di mandorle + cioccolato fondente

December 12, 2017

Le patologie cardiovascolari oggi sono tra le più comuni cause di morte nel mondo e alimentazione scorretta, sedentarietà e fumo di sigaretta sono tra i fattori di rischio modificabili associati ad esse.  Per quanto riguarda l’alimentazione, vari studi hanno  evidenziato come il  consumo eccessivo di alimenti processati ricchi di zuccheri, di sale e di grassi parzialmente idrogenati e quello  insufficiente di frutta e verdura siano associati ad un rischio maggiore. Inoltre, in un report del 2016 della American Heart Association è stato sottolineato come in tutto ciò possa influire negativamente anche un consumo insufficiente di frutta secca.

 

Non a caso, come dimostrano i risultati dello studio PREDIMED, la dieta mediterranea supplementata dal consumo di frutta secca è associata ad una riduzione del 28% degli eventi cardiovascolari.

 

Tra la frutta secca, le mandorle sono caratterizzate dalla presenza di acidi grassi mono e polinsaturi, da vitamina E, proteine, fibre, minerali e da fitosteroli, interessanti composti dall’effetto ipocolesterolemizzante. 

 

Un recente lavoro di metanalisi pubblicato sulla rivista Journal of Nutrition Science ha evidenziato come il consumo regolare di mandorle sia associato ad un migliore profilo lipidico e, in particolare, a minori livelli di colesterolo totale, di lipoproteine LDLD (colesterolo cattivo) e trigliceridi.  

 

Altre evidenze scientifiche hanno mostrato come il consumo di questa specifica frutta secca possa contribuire a contrastare la disfunzione endoteliale, l’insulino-resistenza, i livelli d’infiammazione e lo stress ossidativo.

 

Un altro alimento il cui consumo è associato, come dimostrano ormai tanti lavori in letteratura scientifica, ad effetti cardioprotettivi e ad un miglior profilo lipidico, è senza dubbio il cioccolato fondente, ricco di preziosi flavonoli dalla potente attività antiossidante, in particolare catechina, epicatechina e procianidine. Tuttavia, come ho sottolineato più volte, la stragrande maggioranza del cioccolato presente in commercio è cibo spazzatura, ricco di zuccheri, con l’aggiunta di latte, di conservanti e molto spesso anche di grassi parzialmente idrogenati. Tutti questi elementi purtroppo non solo riducono l’assorbimento dei flavonoidi del cacao, ma ne limitano la funzione nell’organismo, annullando quasi totalmente l’effetto benefico di questo alimento.

 

In uno studio di metanalisi pubblicato nel 2012 sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition, è stato visto come il consumo regolare di cioccolato fondente da parte di soggetti adulti sia associato a minori livelli di insulino-resistenza, ad una migliore funzione endoteliale e ad una migliore pressione sanguigna.

 

Che effetti invece potrebbero avere cioccolato fondente e mandorle consumati insieme nei confronti del profilo lipidico?? Ancora nessuno studio al riguardo…fino a qualche giorno fa.

 

In un lavoro pubblicato sulla rivista Journal of the American Heart Association è stato infatti valutato l’effetto del consumo di mandorle, cioccolato fondente e cacao amaro in combinazione da parte di 31 soggetti obesi e in sovrappeso, con età compresa tra 30 e 70 anni. Lo studio è stato effettuato in 3 periodi differenti. Nel primo mese i partecipanti hanno seguito la loro dieta abitudinaria; nel secondo hanno introdotto 42.5 grammi di mandorle al giorno; nel terzo mese 43 grammi di cioccolato fondente con 18 grammi di polvere di cacao al giorno; nel quarto mese tutto insieme,  mandorle, cioccolato fondente e cacao, nelle stesse quantità giornaliere citate in precedenza.

 

I risultati hanno evidenziato come il consumo unicamente di mandorle per un mese ha contribuito a ridurre il colesterolo totale e le lipoproteine LDL rispettivamente del 4 e del 7%. Una riduzione significativa delle lipoproteine LDL è stata ottenuta anche in seguito al consumo di mandorle, cioccolato fondente e polvere di cacao.

 

Si tratta di risultati importanti che evidenziano il ruolo cardioprotettivo di questi alimenti che potrebbero essere introdotti, nel contesto di un’alimentazione sana, varia ed equilibrata, come snack giornalieri, sostituendo alimenti processati, ormai all’ordine del giorno, come merendine, patatine, pizzette, il cui consumo regolare non solo si sente sulla bilancia, ma è associato ad un aumento del rischio cardiovascolare.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27752301

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22301923

http://jaha.ahajournals.org/content/6/12/e005162.long

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

© 2017 by Dott. Daniele Basta 

Email: nutrizione.danielebasta@gmail.com

 Sito web:www.nutrikalstudio.it

 

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