I fantastici effetti dello zafferano sulla salute

July 11, 2018

Lo zafferano è una spezia utilizzata e consumata sin dall’antichità soprattutto in Asia e in Europa non solo nell’ambito della medicina tradizionale per il trattamento di vari stati patologici, ma anche nel campo dell’industria come ottimo agente colorante, conservante e antiossidante.

 

Da un punto di vista nutrizionale questa spezia è caratterizzata da importanti minerali, tra cui potassio, magnesio e soprattutto manganese, da vitamine, specie da  riboflavina (vitamina B2), e da importanti composti carotenoidi antiossidanti che rendono lo zafferano un vero e proprio alimento funzionale.  

 

I principali composti bioattivi dello zafferano sono la crocetina, la crocina,  la picrocrocina e il safranale. In particolare la crocina è il composto responsabile del colore giallo-rosso, il safranale dell’odore tipico, mentre la pricrocrocina è responsabile del sapore leggermente amarognolo.

 

Questa spezia nella medicina tradizionale è stata utilizzata come anti-spasmodica e nel trattamento di crampi mestruali, bronco-spasmi, cardiopatie, raffreddore e, proprio per questo motivo, negli ultimi 20 anni la ricerca scientifica ha focalizzato il proprio interesse sulle proprietà associate ai composti bioattivi contenuti nello zafferano. Tra le varie evidenze scientifiche,  è emerso proprio come questi composti siano in grado di esplicare attività antinfiammatoria, antiossidante, antitumorale, ansiolitica e neuroprotettiva. Nell'immagine sottostante, estrapolata da un lavoro di revisione recente pubblicato sulla rivista Biomedicine & Pharmacotherapy, sono rappresentate le applicazioni farmacologiche dello zafferano e dei composti bioattivi contenuti in questa spezia. 

 

 

Anti-depressivo naturale 

Tra le attività attribuite allo zafferano, quella supportata da maggiori evidenze scientifiche riguarda i suoi effetti anti-depressivi, evidenziati da studi in vivo e da studi clinici, anche di qualità.

 

In vari studi clinici è stato evidenziato come il consumo di 25-30 mg di zafferano due volte al giorno da parte di soggetti con depressione lieve o moderata ha effetti simili al trattamento farmacologico mediante imipramina o fluoxetina, ma senza presentare effetti collaterali.

 

 In un lavoro pubblicato nel 2017 sulla rivista Pharmacopsychiatry condotto su  66 soggetti affetti da sintomi ansio-depressivi, sono valutati per 6 settimane gli effetti dell’introduzione di 30 mg giornalieri di zafferano comparati a 40 mg di citalopram, uno dei farmaci d’elezione nel trattamento di questa condizione. Tra i criteri di valutazione utilizzati durante il monitoraggio è stata utilizzata anche la scala di Hamilton (HAM-D), la più utilizzata nel mondo nell’ambito della depressione: qualsiasi valore al di sopra di 7 in questa particolare scala è considerato depressione.

 

I risultati, evidenziati sulla scala di Hamilton, hanno evidenziato come lo zafferano sia risultato efficace tanto quanto il farmaco nel migliorare i sintomi di questa condizione.

 

Alla base di tale attività, da un punto di vista biomolecolare, è stato evidenziato da una parte il ruolo della crocina nell’inibire il reuptake dei neurotrasmettitori della dopamina e della norepinefrina, e dall’altra quello del safranale nell’inibire il reuptake della serotonina.

 

Attività cardioprotettiva 

Molti lavori presenti in letteratura scientifica hanno evidenziato i potenziali effetti della crocetina nei confronti della salute cardiovascolare. In effetti, questo particolare composto antiossidante è in grado di promuovere vaso-dilatazione, aumentando la produzione di Ossido Nitrico a livello endoteliale, rivelandosi un’ottima arma nel prevenire e nel contrastare l’ipertensione, la patologia cronica più diffusa nel mondo.

 

Nel lontano 75’ in un modello sperimentale di aterosclerosi era stato evidenziato come la crocetina fosse capace di migliorare la diffusione di ossigeno nel sangue, rallentando la progressione di questa condizione e, nel contempo, riducendo i livelli di colesterolo.

 

A proposito di colesterolo, in uno studio indiano del 98’ è stato visto come il consumo di  50 mg di zafferano disciolti in del latte e introdotti  per due volte al giorno per 6 settimane da parte di soggetti sani e soggetti affetti da coronopatia, sia associato ad una riduzione dell’ossidazione delle lipoproteine LDL in entrambi i casi.

 

Altri numerosi studi in vitro e in vivo dimostrano le proprietà cardioprotettive della crocetina, anche se sono pochi gli studi clinici per valutarne e confermarne gli stessi effetti sull’uomo.

 

Effetti antitumorali

Vari lavori hanno evidenziato l’importante associazione tra l’introduzione di carotenoidi e la riduzione del rischio di alcuni tipi di tumore. Lo zafferano rientra nella lista di quegli alimenti contenenti carotenoidi dalle importanti attività antitumorali, tant’è che sono tanti gli studi in vitro nei quali è stato dimostrato come l’estratto di questa spezia sia in grado di inibire la progressione e la crescita tumorale inducendo in apoptosi (morte cellulare programmata) le cellule di tumore gastrico, di tumore al colon, di carcinoma pancreatico e di tumore alla vescica.

 

Tutto questo riguarda soprattutto la crocina e la crocetina che, come viene evidenziato in un lavoro del 2014 pubblicato sulla rivista Pharmacognosy Research, sembrerebbero ridurre la proliferazione delle cellule tumorali sia nelle fasi iniziali inducendo l’arresto del ciclo cellulare e sia nelle fasi tardive inducendo apoptosi.

 

I meccanismi alla base di tale attività non sono ancora del tutto chiari, ma è stata ipotizzato in tutto ciò il potente effetto antiossidante della crocetina.

Tuttavia è importante sottolineare che la quasi totalità di questi studi è stata condotta in vitro; sull’uomo ancora non esistono sufficienti evidenze scientifiche al riguardo, ma molti lavori sono in corso e i risultati ottenuti finora lasciano ben sperare.

 

Zafferano contro l'Alzheimer 

L’Alzheimer è una delle patologie cronico-neurodegenerative più diffuse nel mondo. Studi in vitro evidenziano come l’estratto di zafferano è in grado di inibire la formazione di fibrille beta-amiloidi e di inibire l’attività dell’acetilcolinesterasi, rallentando il progresso di questa condizione neurodegenerativa.

 

In uno studio del 2010 pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Pharmacy and Therapeutics sono stati valutati gli effetti dell’introduzione di 30 mg di zafferano per un totale di 16 settimane in 46 pazienti affetti da Alzheimer. Il monitoraggio e i progressi sono stati eseguiti mediante l’indice Adas-cog (Alzheimer's Disease Assessment Scale-cognitive score), il test più diffuso nella valutazione delle performance cognitive in soggetti affetti da questa condizione.

 

I risultati hanno evidenziato come coloro che avevano introdotto lo zafferano giornalmente, presentavano migliori funzioni cognitive rispetto a coloro che, invece, avevano introdotto il composto placebo.

 

In altri studi clinici è stato evidenziato come lo zafferano possa avere effetti simili a quelli di comuni farmaci utilizzati nel trattamento di questa condizione neurodegenerativa.

 

Rimedio contro il dolore muscolare post-allenamento

Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, vari studi hanno focalizzato l’attenzione sui potenziali effetti dello zafferano sull’infiammazione muscolare post-allenamento.

 

In uno studio del 2015 condotto 39 universitari sono stati divisi in 3 gruppi per 10 giorni: un gruppo ha introdotto 300 mg di zafferano essiccato, un altro 75 mg di indometacina, un potente farmaco antinfiammatorio, e un altro un composto placebo. Tutti gli studenti hanno eseguito vari allenamenti nell’arco dei 10 giorni e sono state valutate le performance e i parametri di riferimento del danno muscolare. Il gruppo di studenti che ha introdotto lo zafferano ha mantenuto la stessa forza isometrica ed isotonica nelle 24-72 ore successive al primo giorno di allenamento mentre il gruppo placebo ha subito una brusca riduzione della performance atletica. Inoltre, nel gruppo dello zafferano, a differenza del gruppo placebo, non è stato avvertito dolore muscolare e, risultavano inferiori i valori di LDH e di CK, marcatori di infiammazione muscolare.  

 

In conclusione...

Dunque nel contesto di un regime alimentare sano, vario ed equilibrato, il consumo di zafferano può avere effetti molto positivi sulla salute sia in ottica di prevenzione che in presenza di specifici stati fisiopatologici.

 

Non sono tante le aziende produttrici di zafferano in Italia purtroppo e non è sempre facile trovarlo. Personalmente consiglio quello dell'azienda "Lo zafferano del Re",  per l'ottima qualità del prodotto, che si evince da una produzione totalmente naturale e dall'intera lavorazione a mano della spezia.  Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.zafferanodelre.it .

 

 

ATTENZIONE

Le donne in gravidanza dovrebbero limitare il consumo di questa spezia, in quanto potrebbe agire da stimolante uterino e aumentare il rischio di aborto; è sempre bene parlarne con il proprio medico di famiglia o con il nutrizionista di fiducia.

FONTI:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29295497

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27403251

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3466873/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29306211

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3731881/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1140250

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20831681

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9808914

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24761112

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24915175

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

© 2017 by Dott. Daniele Basta 

Email: nutrizione.danielebasta@gmail.com

 Sito web:www.nutrikalstudio.it

 

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