Obesità, diabete di tipo 2 e prediabete: i carboidrati alla fine del pasto per un miglior controllo glicemico

September 5, 2018

 

Parallelamente ai crescenti tassi di sovrappeso e obesità, il prediabete si sta rivelando oggi una vera e propria epidemia  del mondo occidentale. Purtroppo questa condizione, dettata da alterati livelli di glicemia a digiuno e di emoglobina glicata, è sempre più diffusa e rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare indipendentemente da una potenziale progressione futura in diabete di tipo 2.  Ovviamente tra i fattori di rischio modificabili rientrano abitudini alimentari scorrette ed elevati livelli di sedentarietà.

 

In particolare, oggi si assiste ad un consumo eccessivo di alimenti processati, ricchi di zuccheri, di grassi, nutrizionalmentE poveri, e ad un consumo insufficiente di frutta e verdura. Il consumo regolare ed eccessivo dei cibi processati come dolci, pizzette, merendine, bevande zuccherate ecc., è caratterizzato da elevate risposte glicemiche post-prandiali, seguite da picchi insulinici che nel tempo promuovono uno spiacevole aumento di massa grassa, a sua volta in grado, come dimostrano evidenze scientifiche, di alimentare una condizione di insulino-resistenza.

 

Da qui l’esigenza  di migliorare, soprattutto in pazienti obesi, prediabetici e diabetici, l’impatto glicemico dei pasti. In tutto ciò è importante sottolineare come influisca non solo la quantità di calorie introdotte, ma soprattutto la qualità di calorie. In particolare, nonostante sia ben risaputo come la quantità e la qualità di carboidrati introdotti siano il più importante fattore predittivo della risposta glicemica postprandiale, la presenza di proteine, grassi e di fibre possono influire significativamente.  Anche lo stesso ordine con cui gli alimenti vengono consumati può influire sulla risposta glicemica postprandiale.

 

Varie evidenze scientifiche, infatti, hanno dimostrato come l’ordine degli alimenti consumati all’interno di un pasto possa influire sulla glicemia e sull’insulina postprandiale di quel determinato pasto.

 

In un lavoro del 2017 pubblicato sulla rivista British Medical Journal nella sezione “Diabetes Research & Care” è stata valutata la risposta glicemica e insulinica da parte di 16 pazienti affetti da diabete di tipo 2 per 3 giorni di fila in seguito ad un pasto caratterizzato da:

  • Panino seguito dopo 10 minuti da carne e verdura

  • Carne e verdura seguiti dopo 10 minuti dal panino

  • Panino carne e verdura tutto insieme

I risultati hanno evidenziato come il consumo di carne e verdura 10 minuti prima del panino fosse associato ad una ridotta risposta glicemica e insulinica rispetto agli stessi alimenti introdotti negli ordini differenti.

 

In particolare è stato visto come consumare verdura e carne prima del panino fosse associato ad una riduzione della risposta glicemica e insulinica rispettivamente del 53% e del 23% rispetto al consumo del panino come primo alimento e al 44% e al 17% rispetto agli alimenti consumati tutti in uno stesso piatto.

 

 

 

In un altro più recente lavoro condotto dagli stessi autori dello studio precedente e pubblicato sulla rivista Diabetes, Obesity and Metabolism è stato valutato l’impatto glicemico e insulinico di un pasto,  consumato per 3 giorni, seguendo uno specifico ordine degli alimenti, su pazienti questa volta con prediabete. Le 3 differenti situazioni del pasto erano le seguenti:

  1. Verdura seguita dopo 10 minuti da pane e pollo

  2. Verdura con pollo seguiti dopo 10 minuti da pane

  3. Pane seguito dopo 10 minuti da verdura e pollo

I risultati hanno evidenziato come sia la condizione 1 che la 2 fossero associati ad una riduzione della glicemia postprandiale del 38% e ad una riduzione della risposta insulinica rispettivamente del 44% e del 23% rispetto alla condizione 3.

Sulla base di queste interessanti osservazioni si evince come, in relazione all’impatto glicemico dopo uno specifico pasto, influisca non solo la quantità e la qualità degli alimenti, ma anche l’ordine con cui questi alimenti vengono consumati all’interno del pasto.

 

Nonostante sia anche interessante valutare il tutto su soggetti sani e magari su atleti, sono comunque risultati molto importanti.

 

In conclusione, in vista di una perdita di peso o al fine di contrastare una condizione di iperglicemia tipica di prediabete o diabete di tipo 2, non sarebbe affatto male anteporre un contorno di verdura ad un primo…e pensare in ogni tipico ristorante italiano la prima cosa che servono ancor prima di sederti è il PANE!

Fonti:

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/dom.13503

https://drc.bmj.com/content/5/1/e000440

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

© 2017 by Dott. Daniele Basta 

Email: nutrizione.danielebasta@gmail.com

 Sito web:www.nutrikalstudio.it

 

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