Le proprietà antivirali, antibatteriche e immunostimolanti del tè verde

March 21, 2019

Il tè verde è una bevanda consumata sin dall’antichità e nota nella medicina tradizionale per le sue proprietà benefiche nei confronti della salute. Questa bevanda ricavata dall’estratto di foglie della pianta Camellia sinesis, presenta all’interno importanti quantità di catechine, potenti polifenoli dalle importanti proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antibatteriche e anche antivirali.

 

Il primo documento scientifico che evidenzia gli effetti antinfettivi del tè verde risale agli inizi del 1900, nel quale un medico militare inglese, il Dr. Mc Naught, si accorse di come il tè riuscisse ad eliminare il batterio causa della febbre tifoide (Salmonella typhi) e quello della brucellosi (Brucella melitensis), tanto che i militari inglesi dell'epoca riempirono le loro borracce di questa bevanda per scongiurare il rischio di infezione. 

 

Tuttavia le più importanti evidenze scientifiche riguardo alle proprietà  del tè verde risalgono agli anni 80’ e, ad oggi, sono più di 4000 le pubblicazioni riguardanti gli effetti delle catechine contenute in questa bevanda, anche contri virus e batteri.

 

Ad esempio, molti studi hanno evidenziato come questi polifenoli del tè verde abbia siano efficaci nel contrastare virus appartenenti a diverse famiglie, tra cui Retroviridae, Orthomyxoviridae e Flaviviridae, che includono importanti virus patogeni come l’HIV, il virus dell’influenza A o il virus dell’epatite C (ECV). Ma non solo, è stato visto come le catechine del tè verde siano in grado di intaccare il ciclo di replicazione virale di virus come quello dell’epatite b (EBV), dell’herpes simplex virus (HSV-1/2) e degli adenovirus.  

In questa tabella estrapolata da un lavoro di revisione del 2013 pubblicato sulla rivista British Journal of Pharmacology, sono riassunti gli effetti delle catechine del tè verde nei confronti di vari virus con il relativo meccanismo inibitorio. 

 

Dunque, il tè verde potrebbe rivelarsi utile nel prevenire la semplice influenza stagionale.

 

In un lavoro del 2006 pubblicato sulla rivista Journal of Alternative and complementary Medicine è stato visto come un semplice risciacquo per 3 volte al giorno con del tè verde in soggetti con età superiore ai 65 anni fosse efficace nel ridurre il rischio d’insorgenza dell’influenza stagionale.

 

Curiosamente, proprio riguardo a quest’ultimo aspetto, in un lavoro del 2007 pubblicato sulla rivista Journal of American College Nutrition è stato visto come il tè verde fosse in grado anche di rafforzare il sistema immunitario aumentando la produzione e l’attività di cellule T gamma-delta, particolari cellule immunitarie coinvolte anche nella difesa da agenti patogeni.

 

Nel contempo altri lavori hanno evidenziato come le stesse catechine del tè verde siano efficaci nel contrastare in maniera diretta e indiretta infezioni batteriche, nonostante occorrano concentrazioni 10-100 volte superiori a differenza dei virus.  Tutto ciò è stato visto sia con le catechine da sole che in combinazioni a varie terapie antibiotiche nei confronti di varie specie patogene tra cui Staphylococcus aureus o Stenotrophomonas maltophilia.

 

Nella tabella sottostante sono riportati i ceppi batterici nei confronti dei quali le catechine del tè verde si sono rivelate efficaci, con relativo meccanismo e con tipologia di studio effettuato. 

Inoltre, le catechine contenute nel tè verde, come evidenziano vari lavori in vitro e in vivo possono risultare efficaci anche nel combattere e prevenire infezioni fungine, come quelle da Candida.

 

In conclusione, nonostante la maggior parte degli studi sia in vitro e in vivo, è importante sottolineare le proprietà antinfettive del tè verde associate soprattutto al contenuto in catechine. In futuro sarà interessante approfondire la maggior parte di questi studi direttamente sull’uomo per valutare e confermare tali importanti evidenze.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23072320

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16970537

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17914132

http://jramc.bmj.com/content/jramc/7/4/372.full.pdf

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26177066

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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Email: nutrizione.danielebasta@gmail.com

 Sito web:www.nutrikalstudio.it

 

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