Alimentazione, alterazioni della flora batterica e carcinoma mammario

November 5, 2019

Il carcinoma mammario è il tumore più diffuso tra le donne e, secondo le previsioni, ci saranno nel mondo 15 milioni di nuovi casi diagnosticati nel 2020. Alla base della prevenzione di questa condizione svolgono un ruolo importante alimentazione, attività fisica e stile di vita. In particolare, come dimostrano evidenze scientifiche, circa il 35% di tutte le morti per tumore sono riconducibili ad un’alimentazione scorretta, dalle caratteristiche sovrapponibili alla tipica dieta occidentale, caratterizzata dal consumo eccessivo di zuccheri, di proteine e di grassi animali. 

 

Al fine di ridurre il rischio di carcinoma mammario, da un punto di vista alimentare, è invece importante consumare alimenti prevalentemente di origine vegetali, come frutta, verdura, legumi e cereali integrali e ridurre l’introduzione di carne processata, carboidrati semplici raffinati, grassi saturi e bevande alcoliche.

 

In tutto ciò, l’alimentazione influisce in maniera diretta sulla composizione e sulla diversità del microbiota intestinale, in grado di incidere a sua volta sulla salute intera dell’organismo e sul rischio di carcinoma mammario.

 

Per disbiosi si intende un cambiamento strutturale e funzionale dell’equilibrio all’interno del microbiota intestinale. Vari studi hanno evidenziato l’associazione tra disbiosi e varie condizioni come obesità, patologie autoimmuni, diabete di tipo 2, patologie neurodegenerative e condizioni croniche infiammatorie. Anche Il carcinoma mammario è caratterizzato da un cambiamento della composizione del microbiota intestinale. In particolare, è stato visto come i pazienti affetti da questo tipo di tumore presentino maggiori quantità di Clostridiaceae, Faecalibacterium e di Ruminococcaceae e, nel contempo, una riduzione di Dorea e Lachnospiraceae rispetto a soggetti sani.

 

La presenza di un microbioma, tuttavia, oltre che a livello intestinale, caratterizza sia la ghiandola mammaria che il latte materno. In effetti, è stato visto come il latte materno sia ricco di batteri come Streptococcus, Staphylococcus, Bifidobacterium, Propionibacterium  e Lactobacillus, fondamentali per la prima colonizzazione batterica intestinale del neonato. La composizione del microbioma mammario può variare da persona a persona e, soprattutto, in presenza o meno di carcinoma mammario.

 

Ad esempio, la ghiandola mammaria di una donna sana è caratterizzata dalla forte presenza di specie Sphingomonas yanoikuyae che, come dimostrano vari studi, contribuisce ad una risposta immunomodulatoria nel microambiente mammario mediante l’espressione di molecole in grado di attivare cellule T Natural Killer, svolgendo un effetto protettivo nei confronti della crescita tumorale.

 

In presenza di carcinoma mammario si assiste, invece, ad un cambiamento significativo del microambiente mammario e del microbioma associato ad esso.

 

Ad esempio, in donne affette da carcinoma mammario, a livello del tessuto mammario è stata registrata una maggiore presenza di Staphylococcus e una minore presenza di Lactobacillus rispetto a donne sane, lasciando ipotizzare come una disbiosi tissutale abbia potuto incidere negativamente sulla progressione tumorale.

 

In tutto ciò, evidenze scientifiche dimostrano come il regime alimentare possa influire sulla composizione microbiotica anche al di fuori del tratto intestinale, proprio come a livello della ghiandola mammaria.

 

È abbastanza risaputo come, a differenza della tipica dieta occidentale,  la Dieta Mediterranea, caratterizzata dal consumo prevalente di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, sia associata all’introduzione di composti fenolici antiossidanti dagli importanti benefici sulla salute e sulla composizione del microbioma intestinale e anche di quello mammario.

 

Inoltre, emergono le evidenze riguardo a come una supplementazione di probiotici a base di Lattobacilli, possa avere effetti positivi in ottica di prevenzione e al fine di contrastare la progressione e l’aggressività del carcinoma mammario. 

 

Dunque, in ottica di prevenzione del carcinoma mammario, se da una parte la tipica dieta occidentale è associata ad un rischio maggiore di questa condizione, dall’altra un regime alimentare, caratterizzato dal consumo prevalente di alimenti di origine vegetale, proprio come la Dieta Mediterranea, può avere effetti protettivi. Tutto questo grazie anche agli effetti che un’alimentazione di questo tipo ha sul microbioma mammario oltre che su quello intestinale.

Fonti: 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31652909

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

© 2017 by Dott. Daniele Basta 

Email: nutrizione.danielebasta@gmail.com

 Sito web:www.nutrikalstudio.it

 

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