Covid-19 e perdita del gusto, cosa fare a tavola?


I primi sintomi riconosciuti in Covid-19, la condizione pandemica scatenata dall’infezione dal Nuovo Coronavirus, erano inizialmente febbre e tosse persistente. Con il passare del tempo però, furono riconosciuti altri sintomi tipici di questa condizione come la perdita del gusto e dell’olfatto, ovvero ageusia e anosmia.


Non sono tantissimi gli studi che hanno evidenziato i meccanismi patofisiologici della disfunzione olfattiva e gustativa nell’infezione da SARS-CoV-2. Tuttavia vari lavori evidenziano come il virus sia in grado di infettare e distruggere cellule neuronali, specie a livello ipotalamico e nella corteccia cerebrale.


In particolari, sono stati ipotizzati vari meccanismi alla base dell’anosmia nei pazienti COVID-19:

1) Infezione da parte del virus delle cellule di supporto e dei periciti vascolari nel naso e nel bulbo olfattivo che può influire sulla funzione dei neuroni bipolari e delle cellule mitrali;

2) Danno alle cellule di supporto dell’epitelio sensoriale che può influire indirettamente sulla corretta funzionalità dei neuroni sensoriali.

3) Danno alle cellule sustentacolari e della ghiandola di Bowman che inducono un danno morfologico diffuso all’epitelio sensoriale alterando la percezione degli odori.


La buona notizia è che il danno sembra non essere permanente e lavori dimostrano come la maggior parte dei pazienti affetti da Covid-19 recupera in media la funzione olfattiva e sensoriale 8 giorni dopo la risoluzione della malattia.

Sia anosmia che ageusia sono sintomi tipici di altre condizioni. Ad esempio, la perdita o il cambiamento nella percezione degli odori si verifica in presenza di allergie, sinusite, raffreddore. Mentre la perdita o l’alterazione dei sapori si può verificare anche in condizioni croniche come diabete, ipotiroidismo o durante la chemioterapia in pazienti oncologici.


Quando si parla di alimentazione i sensi come il sapore e gli odori sono molto importanti, in quanto un cambiamento o la completa assenza di uno di questi due sensi può influire sulle esperienze gustative di cibo e bevande.


Le conseguenze nutrizionali di anosmia e ageusia generalmente sono le seguenti:

- Perdita dell’appetito

- Difficoltà nel cucinare

- Perdita d’interesse nei confronti del cibo

- Perdita di peso, specie di massa magra

- Rischio di deficit nutrizionali

- Ridotta qualità della vita in generale


Il tipo di effetto sul cambiamento o perdita di sapori o odori può variare da persona a persona e non è detto che chi abbia anosmia sia anche in presenza di ageusia. Può capitare di non sentire gli odori ma di avvertire comunque il sapore dolce, salato, aspro o amaro.


Tuttavia in Covid-19 sintomi del genere possono apportare perdita dell’appetito, perdita di massa magra e soprattutto rischiosi deficit nutrizionali che possono debilitare l’organismo e influir negativamente sul sistema immunitario.

Di seguito qualche consiglio che può essere utile nei soggetti affetti da anosmia e ageusia:


- Meglio usare sapori forti: insaporite con erbe, spezie, salse o anche sottaceti in modo da insaporire maggiormente il piatto finale.


- Attenzione alla temperatura. Vari studi evidenziano come la temperatura del cibo sia in grado di influire sulla percezione del gusto in molte persone, specie con sapori amari e aspri. Se ci sono difficoltà nel consumare cibi caldi, è consigliabile provare con quelli freddi o a temperatura ambiente, e viceversa.


- Sperimentate. Può capitare che un alimento che mangiate da sempre possa non piacervi in quel momento. Provate a mangiarlo più volte e a sperimentare nuove ricette, anche per rendervi conto del ritorno progressivo alla normalità sensoriale.


- Mastica lentamente. Masticare lentamente è un’ottima strategia nutrizionale per avvertire maggiormente il gusto di una pietanza e soprattutto aumentare la salivazione.


- Migliora l’esperienza con il cibo. Anche l’occhio vuole la sua parte. Migliorare, ad esempio, la presentazione visiva dei piatti può rendere l’esperienza più gradevole. Presta attenzione anche all’ambiente, pulizia, ordine e musica rilassante sono fattori in grado di influire positivamente.


- Non dimenticare di bere. Soprattutto i pazienti che avvertono cambiamenti nella percezione dei sapori dovrebbero bere un po’ di più rispetto al solito durante i pasti. Tutto ciò può contribuire a dissolvere il cibo in modo da raggiungere più agevolmente le papille gustative. Inoltre, bere acqua è fondamentale per mantenere idratato l’organismo durante l’arco della giornata.



Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7401831/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK549775/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3733708/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3341581/

https://link.springer.com/article/10.1007/s12078-012-9129-5

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/j.1601-0825.2011.01788.x

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/j.1601-0825.2011.01788.x

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Dott. Daniele Basta

Biologo Nutrizionista Ph.D. Cosenza

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